Il PAT e le scelte amiche in Gainiga

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Nei giorni scorsi abbiamo letto di colate di cemento su Gainiga, di smentite e contrattacchi, la risposta del Sindaco e la comunicazione sul giornalino di Impegno e Partecipazione in cui si afferma che, su indicazione dell’Ufficio Tecnico, sono state accolte le richieste dei privati per ampliare le aree di espansione. Cioè in urbanistica basta chiedere e si fa? Non esiste un programma urbanistico dell’Amministrazione? L’unica preoccupazione è accondiscendere agli interessi dei singoli?
Condividiamo che, di fatto, non si prevedono colate di cemento ma spostamenti di aree d’espansione da una parte all’altra del quartiere. Quello che non comprendiamo è la logica urbanistica di questa scelta. In effetti il comparto Paggiola deve essere riqualificato, in quanto area produttiva dismessa, ma siamo convinti che si debba partire da un piano di caratterizzazione che indaghi l’area verificando presenza di eventuali inquinamenti, solo successivamente si potrà determinare la destinazione d’uso dell’area. Lo stesso cambio di destinazione dell’area dovrebbe essere guidata da principi di compensazione che ponga l’interesse pubblico prima di quello del privato.
Sembra, ma non lo è se si leggono le varie dichiarazioni, più misteriosa la scelta di spostare l’area d’espansione di Gainiga da un’area di completamento edilizio, ad un terreno fuori dal perimetro urbanistico.
In effetti, già ora, la località ha a disposizione almeno una decina di lotti non ancora edificati, molte abitazioni in vendita e un edificio di Residenza Veneziana ancora da assegnare.
A questa disponibilità residenziale va sommata l’ampia area produttiva Ronchiato anch’essa in via di dismissione, quindi da riqualificare. Inoltre la tipologia delle abitazioni del quartiere (oltre il 90% case singole con molto scoperto) usufruendo degli attuali Piani casa regionali, potrebbero quasi raddoppiare la loro cubatura. Allora perché non evitare di aprire nuove ferite urbanistiche nel territorio? Perché non seguire i dettami del minor consumo di suolo, contenuti anche nella proposta regionale in cui si cerca, faticosamente, di definire i perimetri edificati? Perché non attivarsi per completare le aree non ancora edificate? Perché non impegnarsi per l’assegnazione a giovani coppie, o famiglie in difficoltà dopo una separazione, degli appartamenti di residenza veneziana?
Domande che si auspica si siano posti gli amministratori.
In attesa di conoscere la linea urbanistica di quest’amministrazione, appaiono chiare le volontà di altri soggetti. Nel comunicato del comitato di Gainiga si punta a favorire l’insediamento di servizi nell’area ex Paggiola, giusto purché si rispetti quanto in premessa, ma contemporaneamente si favoriscono interessi privati chiedendo nuove lottizzazioni. Infatti il proprietario dell’area agricola, con la trasformazione, si troverà un consistente aumento patrimoniale, senza obblighi certi. Anche nel testo del giornalino di Impegno e Partecipazione “…individuare più aree di possibile sviluppo così da accogliere le richieste pervenute” c’è un segnale chiaro di che impostazione s’intende dare all’urbanistica. Il giornalino dell’Amministrazione evita accuratamente l’argomento, che dire? Non c’è un’idea di governo del territorio?
Oppure la regola è: Chiedi e ti sarà dato? Oppure sono arrivati i regali, Buone Feste!…

 

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