Fitofarmaci, ciclovia TS-VE, agrivoltaico

La nostra replica al Sindaco di San Donà di Piave

Gentile Signor Sindaco di San Donà di Piave,

rispondiamo alle sue dichiarazioni su “La Nuova Venezia”, del 31 maggio 2026, utilizzando i luoghi da lei preferiti per la comunicazione: i social.

Non lo facciamo per disprezzo della stampa ma, regole non scritte, dicono che, la replica del sindaco chiude un argomento. Inoltre c’è una questione di spazio perciò questa risposta, insieme alle sue dichiarazioni, saranno consultabili anche sul nostro sito www.legambiente.venetorientale.it

È evidente che il nostro commento alla scelta, scellerata, di inserire il glifosato nel regolamento sull’uso dei fitofarmaci nella sua città San Donà di Piave, con prospettiva a valere su tutto il territorio della Conferenza dei Sindaci, ha lasciato il segno. Il suo tono ad alzo zero, su più temi, senza una singola argomentazione ma semplicemente cercando di “denigrare” il soggetto che ha posto la questione è indice della debolezza della scelta fatta, dell’impossibilità a sostenerla. 

Affermiamo questo perché ben conosciamo la sua attenzione all’ambiente e la capacità di argomentare le proprie scelte, che possiamo anche non condividere. In questo caso la sua reazione, con chiamata a sostegno, evidenzia una debolezza di scelta…non convinta, quasi subita….

Premesso che abbiamo sempre mantenuto un rapporto franco con visioni comuni o diverse e che ogni nostra scelta è sempre stata sostenuta da argomentazioni concrete, basate su analisi e dati confermiamo il nostro Ambientalismo che non rincorre il consenso elettorale o di appartenenza politica e si pone, a volte, anche in contrasto con altre Associazioni Ambientaliste, in un solco coerente dedicato al benessere dei cittadini, dell’ambiente e nell’interesse delle generazioni future.

La critica alla Venezia – Trieste: siamo d’accordo sulla mobilità sostenibile! Anzi magari ci fossero azioni concrete per ridurre le auto in circolazione. Abbiamo forse detto il contrario? Dove l’ha letto? 

Critichiamo la scelta di un’opera d’interesse nazionale che, in molti suoi tratti, non rispetta le caratteristiche minime richieste in tali casi. Riteniamo che la scelta dell’itinerario non sia strategica, è come se l’autostrada A4 seguisse il vecchio tracciato della SS 14. Le opere strategiche servono a mettere in rete le opere minori, ovvero i collegamenti intercomunali su itinerari veloci e brevi. Esempi? Basta passare nella vicina provincia di Treviso e vedere come, quando realizzato l’ultimo tratto di ciclabile in comune di Salgareda, si potrà andare da Cessalto a Treviso in sede propria con fondi stradali ben realizzati e attraversando aree ricche di servizi. La Trieste Venezia? Decine di chilometri senza un servizio, neppure una fontanella per l’acqua, sotto il sole e con centinaia di pali d’illuminazione installati dove prima c’era il buio della campagna (da San Stino a San Donà circa 300), 140 di questi solo nel tratto di San Donà. Da appalto, per ogni palo, siamo ben oltre i 2000 euro l’uno e ZERO alberi. Saranno stanziati 250.000 € l’anno per la manutenzione? A carico di chi? Non c’è traccia nei bilanci comunali delle maggiori spese. Paga la Regione? Le ciclovie nazionali risultano vincenti, come attrattori turistici, se nascono con servizi e rete di ospitalità e promozione territoriale adeguati. Diversamente i viaggiatori da Venezia a Trieste continueranno a percorrere l’Eurovelo 8 che non è rappresentata dal progetto realizzato nella tratta veneta. Queste note le avevamo già sottolineate in occasione dell’incontro organizzato a Musile di Piave. Un breve cenno anche alla pagina social di FDI che, nello stesso stile, insulta e non argomenta. Lo facciamo solo per ricordargli che siamo gli stessi che nel 2025 loro esaltavano per la nostra posizione su Via Baron mentre oggi siamo incompetenti. Siamo persone libere, che esprimono le loro valutazioni oggettive, non soldatini di piombo. Apprezziamo o critichiamo seguendo una linea coerente tratta da valutazioni tecniche e suggeriamo sulla base delle migliori esperienze, non sulla convenienza, lo sanno bene i molti amministratori del vostro partito che ricevono i nostri apprezzamenti.

Agrivoltaico: dove ha letto che avalliamo “ciecamente” il grande impianto di Torre di Mosto – Eraclea? Fin dall’inizio abbiamo sostenuto anche le ragioni del Comitato sulla necessità di ridurre/arretrare l’impianto rispetto alla località di Torre di Fine. Altro è dire NO, a prescindere, all’agrivoltaico. Abbiamo promosso un convegno a Jesolo per approfondire, pubblicamente, la questione energetica e agrivoltaico portando al tavolo dei relatori rappresentanti della ricerca universitaria, del CNR e delle aziende impegnate a sviluppare un settore, le rinnovabili, strategico per il paese. Abbiamo invitato il sindaco di San Donà di Piave e della Conferenza dei Sindaci a partecipare al confronto ma, dopo i saluti, ha ritenuto opportuno andarsene senza ascoltare le relazioni tecniche.

Sembra sfuggire alla sua attenzione, alla sua vista, la crisi climatica che viviamo e la necessità di abbandonare le fossili strumento di ricatto economico e impoverimento di popoli interi, compresi i suoi cittadini e le imprese, per la produzione di energia. Non lo diciamo solo noi, lo dice Confindustria che la messa in sicurezza energetica passa, prima di tutto, per le rinnovabili. La crescita economica, turistica, sociale va sostenuta, anche, con l’offerta di energia a prezzi certi e non soggetti a ricatti internazionali. 

Regolamento fitofarmaci: ribadiamo il NO al glifosato! 

Il regolamento è, era necessario, per garantire all’azienda sanitaria i controlli sull’uso dei prodotti ma, come nel caso di San Donà di Piave, se è il regolamento stesso ad ammetterli è praticamente inutile. Ci sono esempi positivi? Hai voglia! Già nel 2019 alcuni comuni della marca riuniti sotto il Contratto di Fiume Meolo – Vallio – Musestre ne adottarono, comunemente, uno più all’avanguardia di questo. I prodotti ci sono? Certo! (acido pelargonico ad esempio) Costano di più? Sicuramente. Sono più complicati da utilizzare? Certamente. Ma perché l’amministrazione ha deciso di scegliere questa strada? Minori spese? Un consulente orientato più al contenimento dei costi di gestione? Crediamo che un approfondimento sul tema, ponendo al centro la riduzione dell’uso dei pesticidi e l’esclusione del glifosato dalle aree urbane avrebbe portato a risultati certamente migliori. Nonostante le accuse, infondate, del sindaco saremo coerenti sul nostro modello di ambientalismo scientifico, porteremo il confronto sui prodotti autorizzati dal regolamento, come sempre anche il sindaco sarà invitato.